Che ne dite?
Dopo la caduta del gioverno, chi sarà il prossimo presidente del consiglio?
Il Berlusca? Ma....
Cercate notizie e postatele
Io per ora ho trovato queste ;-)
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STAMPA STRANIERA: INCERTEZZA IN ITALIA DOPO CADUTA GOVERNO PRODI

Roma, 25 gen. (Apcom) - Per la stampa straniera, la caduta del governo Prodi determina una situazione di nuova incertezza per il paese, aprendo la strada per il ritorno di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, anche se il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano vuole un governo di transizione per riformare la legge elettorale.
In Spagna, El Mundo titola: "Prodi si dimette dopo la sconfitta al Senato in mezzo a una grande zuffa". Dopo gli sforzi titanici fatti negli ultimi giorni per eludere le più elementari leggi matematiche, scrive il quotidiano, Prodi perde al Senato dove mancano i numeri. L'editoriale titola: "Il suicidio politico di Prodi". El Pais sottolinea che "L'esecutivo di Prodi resiste solo 20 mesi". Il premier italiano perde per cinque voti la fiducia del Senato, dopo l'uscita dalla coalizione del governo del 'piccolo' partito democristiano dell'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella. Il quotidiano spagnolo afferma che con ogni probabilità, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano designerà un governo tecnico per evitare di far tornare il paese alle urne con la legge elettorale vigente.
In Francia, Le Figaro titola: "Italia, dimissioni del governo Prodi", prevedendo la nomina di un governo di transizione per riformare il sistema elettorale. Liberation evidenzia che "L'equilibrista Prodi alla fine è caduto". Il governo era partito male fin dall'inizio, ricorda, per la vittoria ottenuta con soli 24.000 voti di scarto che avevano dato alla maggioranza solo due seggi in più al Senato. Nei 20 mesi di governo, continua, il Professore ha cercato di fare l'alchimista, scommettendo sia sulla sua leggendaria ostinazione che sull'antiberlusconismo, unico vero collante della sua maggioranza.
Nel Regno Unito, il Guardian titola: "Berlusconi mira a tornare al potere in Italia". Dopo le dimissioni di Prodi, il Presidente Napolitano vuole un governo di transizione per riformare la legge elettorale, ma il tycoon dei media che ha governato il paese fino a due anni fa ha definito 'insensato' tale progetto, sostenendo che l'Italia ha bisogno di un governo 'nuovo e autorevole'. Uno stretto alleato di Berlusconi ha quindi rivelato al quotidiano britannico di prevedere per il prossimo autunno il ritorno del Cavaliere a Palazzo Chigi. Anche l'Independent sottolinea che "Le dimissioni di Prodi aprono le porte al ritorno di Berlusconi", anche se a molti italiani, persino a destra, l'idea piace poco. Stessa linea per il Telegraph: "Romano Prodi si dimette dall'incarico di premier" e si apre così la strada al ritorno al potere di Silvio Berlusconi. Il quotidiano conservatore sottolinea quindi che "L'Italia è ancora 'ostinatamente ingovernabile'", ricordando che il prossimo governo sarà il 62esimo in 63 anni di storia repubblicana. Per il Times, "Romano Prodi si dimette dopo aver perso la fiducia" e Silvio Berlusconi è pronto a tornare al potere. In prima pagina, il Financial Times titola: "La coalizione del governo Prodi collassa in mezzo a scene di caos", e Berlusconi chiede di tornare alle urne.
Negli Stati Uniti, il New York Times titola: "Cade il governo italiano, sorprendendo pochi". I leader italiani sanno di dover fare i conti con una profonda crisi politica ed economica, scrive, ma sono 'velenosamente' divisi sulle modalità di risoluzione. Emblematica di tale divisione, secondo il Nyt, l'aggressione al Senato contro l'esponente dell'Udeur Stefano Cusumano. "Cade il governo italiano", scrive il Los Angeles Times, sottolineando che la fine della coalizione di Romano Prodi determina una situazione di nuova incertezza per il paese.
In Germania, Stern scrive "Un comeback di Berlusconi sarebbe devastante per l'Italia". Stessa linea per la Zeit, secondo cui un suo ritorno sarebbe "Un drammatico passo indietro" e lo Spiegel online: "Prodi si dimette, Berlusconi trionfa".
In Turchia, la stampa parla di profonda crisi politica in Italia. Hurriyet scrive che il Paese "aspetta le dimissioni di Prodi" dopo che il premier non è riuscito a ottenere la fiducia al Senato. Più caustico il quotidiano Milliyet, che titola: "Prodi di nuovo al capolinea", evidenziando la fragilità dei governi italiani e la necessità per il Paese di una nuova legge elettorale.
In Russia, Gazeta.ru scrive: "Berlusconi insiste per tenere elezioni anticipate in Italia". Il quotidiano Kommersant, di proprietà del finanziere di Gazprom Alisher Usmanov, titola: "Romano Prodi, mette ai voti il Governo. E l'Italia va verso le elezioni anticipate". Più secco il notiziario tv di Ntv (Gazprom Media): "I senatori non hanno dato fiducia a Prodi". Mentre per il Primo Canale, "L'Italia cerca di uscire dalla crisi di governo".
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La caduta del Governo Prodi pone l'Italia al centro dell'attenzione mondiale

I quotidiani inglesi sottolineano il probabile ritorno di Berlusconi, quelli francesi commentano in modo neutro, mentre i giornali spagnoli cercano di prevedere gli scenari futuri, ma tutti riportano i festeggiamenti in Senato e lo scontro Barbato Cusumano
Roma – Gli occhi del mondo sono puntati sull’Italia, purtroppo non per i suoi meriti, ma per la caduta del Governo. Le maggiori testate europee e d’oltre oceano, nei loro siti internet, dedicano lo spazio principale della home page o della sezione ‘esteri’ alla sconfitta di Prodi in Senato. Molti evidenziano per altro come questo evento spiani la strada al ritorno di Berlusconi. L’inglese The Guardian titola ‘Berlusconi adocchia il ritorno al poterè: Il primo ministro costretto a dimettersi, spianando la strada a Berlusconi per cercare ancora una volta di governare l'Italia’, mentre The Times 'Sivio Berlusconi è pronto a un ritorno alla grande sulla scena politica dopo il crollo del governo italiano di Romano Prodi’. Più neutri i titoli dei quotidiani francesi quali quello di Le Monde, ‘Sfiduciato dal Senato italiano, Romano Prodi si è dimesso’, ed il secco 'Romano Prodi si è dimesso’ di Le Figaro. Pungente e duro il commento di Liberation: ‘L'equilibrista Prodi finisce per cadere’ e ‘Il Paese piomba nell'ignoto’. Le Figaro traccia già un primo bilancio: «Romano Prodi perde la sua scommessa e si dimette». In un commento Le Figaro scrive che Prodi «presenta un bilancio in chiaroscuro: ha risanato le finanze pubbliche e riaffermato la presenza dell' Italia in Europa e sul piano internazionale. Non ha tuttavia portato a conclusione nessuna delle grandi riforme strutturali che avrebbero permesso di modernizzare il Paese e lascia sul campo dei dossier importanti», citando il caso di Alitalia «che potrebbe fare le spese di questa crisi. Già amministratori locali del Nord chiedono di interrompere le discussioni avviate in esclusiva con Air France-Klm»
Già proiettati al dopo-Prodi i quotidiani spagnoli quali El Mundo, ‘Napolitano inizierà le consultazioni per formare un nuovo governo italiano’ e El Paìs ‘Il presidente italiano propende per un esecutivo di transizione dopo la rinuncia di Romano Prodi’.
Meno interessati i media statunitensi, che non mettono la notizia così in rilievo. The New York Times titola un articolo redatto da Elisabetta Pavoledo e Ian Fisher, il giornalista che aveva definito l’Italia un paese “triste”, ‘Sorprendendo pochi, il Governo italiano è collassato’. Bella ed emblematica l’immagine riportata nel testo che paragona il voto in Senato a “qualcosa che sembrava una veglia funebre, con Prodi - il cui sobrio atteggiamento è stato spesso paragonato a quello di un parroco di campagna - che presiedeva al funerale del suo Governo”. Scarsa attenzione, invece, da parte della Germania in cui solo il quotidiano di sinistra Berliner Zeitung (BZ) dedica all’argomento un editoriale, mentre le altre testate si limitano ad articoli di cronaca prima del voto. Nell’articolo si consiglia all’Italia di “istituire un governo provvisorio che abbia un solo compito: riformare la legge elettorale”. Anche il mondo arabo rivolge la sua attenzione all’Italia grazie all’emittente Al Jazeera che, durante la notte, ha mandato in onda le scene di festeggiamenti a base di spumante e mortadella consumatesi all’interno dell’aula del Senato e la gioia degli esponenti di centro destra e dei taxista all’esterno di Palazzo Madama. Molti media hanno sottolineato queste scene così come il diverbio sorto fra i senatori dell'Udeur Tommaso Barbato e Nuccio Cusumano, che ha provocato un malore a quest'ultimo.
Mentre il mondo guarda all’Italia con lo sguardo con cui ci si rivolge ad un malato giungono speranzosi commenti da parte dei deputati e dei senatori del centro-destra. “Nuove elezioni. E' iniziata una nuova stagione politica. Riandiamo a votare anche all’estero. E' la grande rivincita degli italiani nel mondo" queste le prime parole dell'Onorevole Mirko Tremaglia, ex Ministro per gli Italiani nel Mondo e padre del voto degli italiani all'estero, il quale prosegue affermando: "Lo dico con commozione. Già arrivano le telefonate da ogni parte. Posso dire con commozione: rifaremo il Ministero per gli Italiani nel Mondo. Siamo ritornati subito in forma. Con una grande organizzazione che è il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, ovunque già rinnovati, ci prepariamo con una grande alleanza che potrà essere una grande Associazione degli Italiani all’estero". "Ringrazio tutti quanti mi sono vicini. - ha concluso Tremaglia - Ancora una volta in nome dell’Italia e nella difesa ed esaltazione dei loro diritti. Sarà una grande vittoria per l’Italia. Cominceremo subito nel votare in Parlamento per la costituzione della Commissione Parlamentare bicamerale degli Italiani nel Mondo. Questo è il primissimo appuntamento e impegno". Guglielmo Picchi, deputato di Forza Italia eletto nella circoscrizione Europa, segue la linea di pensiero del leader del suo partito, Silvio Berlusconi, ovvero elezioni immediate: “L’Italia non ne poteva più, l’incubo è finito. Voto immediato in Aprile, il 14 e 15 potrebbe essere la prima data utile”. Secondo Picchi la priorità è “non perdere tempo. L’Italia ha bisogno di un nuovo governo guidato da Silvio Berlusconi prima possibile per affrontare i disastri lasciati dal Governo prodi e dalla sinistra”.
Differente opinione ha espresso stamane a News ITALIA PRESS il Senatore Edoardo Pollastri, eletto nella Circoscrizione Estero, Ripartizione America Meridionale con l'Unione, che tuttavia non si è detto sorpreso del risultato: "Purtroppo il risultato era scontato, dalle dichiarazioni di Mastella si intravedeva che si andava verso la sfiducia di Prodi". Pollastri si è detto preoccupato della situazione italiana: "è un momento molto particolare per l'Italia, ci sono noti problemi impellenti, a ciò si aggiunge la questione della legge elettorale e una recessione economica mondiale in agguato." Pollastri quindi si dichiara contario ad andare subito alle elezioni: "è necessario un governo di transizione che conduca a termine le riforme e che mantenga l'italia ferma nel contesto internazionale e solo dopo andare alle urne". Il senatore si è detto fiducioso, che, una volta calmate le acque si riesca ad arrivare ad un accordo. Alle indicazioni del nome di Marini quale possibile Presidente del Consiglio ribadisce con realismo che le possibilità potrebbero esserci: "Marini è una persona apprezzata da ambo le parti, è auspicabile un governo guidato da lui. Ho sentito in queste ore gli elettori italiani all'estero, che sono rimasti molto sorpresi dal precipitare degli eventi. Tutti si augurano un governo provvisorio, anche perchè giustamente la legge che permette l'elezione dei parlamentari all'estero va corretta prima di andare nuovamente al voto".
Renato Turano, senatore del Pd eletto nella circoscrizione America settentrionale e centrale, ha affermato a News ITALIA PRESS che "ora bisogna aspettare che il Presidente Napolitano faccia qualche cosa". Per il senatore la soluzione auspicabile sarebbe quella di un "Governo istituzionale che si preoccupi di modificare questa legge elettorale. Sarebbe pazzesco andare al voto con una tale legge che non permette la governabilità". Riguardo il comportamento di Prodi, che non ha accettato compromessi, ma ha voluto arrivare fino al voto in Senato, Turano è sembrato mostrare qualche riserva. "Nonostante non abbia discusso con Prodi direttamente nei giorni prima del voto, - ha affermato - sapevo che era una persona tenace, con le sue idee, per questo è arrivato fino in fondo. Speravo avesse qualche asso nella manica, ma così non è stato".
L’on. Ricardo Merlo , deputato eletto nella lista dell’Associazionismo in America del sud, non ha rimpianti e ha così dichiarato sulla crisi di governo: ” Per quanto mi riguarda, ho mantenuto sempre una posizione di estrema coerenza alla linea politica che, ancor prima di essere eletto quale rappresentante degli italiani all’estero, avevo espresso nel mio programma politico: non contribuire mai - con il mio comportamento - a mettere in crisi il Governo, che sarebbe scelto dagli italiani con il voto di aprile 2006. In coerenza con quanto premesso, e promesso, ai nostri elettori ho votato mercoledì la fiducia alla Camera, come ho sempre fatto quando è stata richiesta.”
Sono poi sorte alcune polemiche relative al ruolo del Partito Democratico; secondo alcuni parlamentari infatti la costituzione del PD e le scelte di veltroni avrebbero indebolito l'esecutivo di Prodi: “Le dimissioni di Prodi e del suo governo sembra abbiano aperto un problema politico nel Partito Democratico. Molti hanno imputato a Veltroni la caduta dell’esecutivo, a mio avviso si tratta di una giustificazione ‘peregrina’ e senza senso”. Sono le parole dell’onorevole Massimo Romagnoli, deputato di Forza Italia, eletto nella circoscrizione esterocommentando alcune dichiarazioni relative alla crisi di Governo.
“L’esecutivo è caduto – afferma Romagnoli - perché le contraddizioni al suo interno erano troppo forti. La bramosia del potere di Rifondazione Comunista, dei Verdi e del Pdci faceva da collante al “troppo rancoroso” ex Presidente del Consiglio”.
“Ben altri e gravi sono i problemi che Prodi ed i suoi alleati di estrema sinistra – è il commento del deputato forzista - lasciano in eredità al Paese e ai milioni di lavoratori, problemi che puntualmente il commissario Almunia richiama nelle sue dichiarazioni. Un debito pubblico che invece di diminuire è cresciuto, come vado denunciando da oltre 12 mesi pur in presenza di una tassazione che ha raggiunto il 43,6%, mettendo in ginocchio le piccole e medie imprese. Nonostante siamo in presenza di entrate per 26 miliardi di euro, questo Esecutivo è riuscito nell’impresa di impoverire le classi meno abbienti e far scappare gli investimenti stranieri. L’arroganza e la presunzione assunta da Prodi, al di là dei suggerimenti che provenivano dai suoi stessi alleati di andare direttamente al Quirinale e rassegnare le dimissioni, fanno oggi gridare al tradimento ed alle pugnalate ad un politico navigato come Rutelli, come se lui ne fosse esente”.
“Ridicoli e da circo – conclude l’on. Romagnoli - sono i preannunciati sit-in in favore di Prodi da parte dell’estrema sinistra e del clown Beppe Grillo, perché questi erano e sono da sempre gli stipendiati d’oro della politica. Bisogna partire da queste “oscure figure” della società italiana per iniziare a moralizzare e sanare l’economia del Paese”.
L'Onorevole Mariza Bafile, deputata dell'Unione eletta nella circoscrizione America Meridionale, ha commentato a News ITALIA PRESS il voto di ieri in Senato affermando che "Prodi ha dimostrato fino alla fine di essere corretto. La crisi doveva essere risolta in Parlamento rispettando le istituzioni e così è stato fatto. Ora toccherà al presidente Napolitano gestire la crisi e trovare la migliore soluzione". Da parte sua l'Onorevole Bafile ha auspicato "la creazione di un Governo tecnico che possa cambiare questa legge elttorale prima di andare nuovamente alle urne, altrimenti si rischia nuovamente l'ingovernabilità". In risposta alla dichiarazione del vice presidente di Alleanza Nazionale, Ignazio La Russia, il quale ha affermato che anche con questa legge elettorale il centro-destra potrebbe riuscire ad ottenere una ampia maggioranza sia alla Camera che al Senato, Bafile ha sostenuto che "la coalizione di centro-destra dovrebbe preoccuparsi più degli interessi del Paese e non di arrivare al potere". Infine la deputata dell'Unione ha fatto un bilancio della sua prima esperienza parlamentare affermando di sentirsi "frustrata, poichè con soli 2 anni a disposizione non è stato possibile fare tutte quelle cose che ci si era proposti e che, con una maggioranza stabile, si sarebbero potute portare a termine. Ora si rischia che tutto questo lavoro venga stravolto e ovviamente è doloroso, anche perchè mi ero impegnata seriamente con la speranza di ottenere ben altri risultati".
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CADUTA GOVERNO PRODI: IL COMMENTO DEL MOVIMENTO MONARCHICO ITALIANO
(PRIMA) ROMA - “La caduta anticipata di un Governo non è mai una cosa positiva perché può significare tre cose; la prima che il progetto proposto per ottenere la fiducia degli italiani fosse irrealizzabile, la seconda che la contingenza delle situazioni nazionali e mondiali siano divenute tali da rendere impossibile raggiungere gli obiettivi previsti e la terza una maggioranza vincente troppo eterogenea e non sufficientemente coesa su obiettivi condivisi. Per Prodi si è aggiunta, da subito, anche la pressoché assenza di una sua maggioranza al Senato la qual cosa avrebbe dovuto essere oggetto di attenta valutazione. Ma un centro sinistra, aggregato con l’unico obiettivo di far fuori Berlusconi, ha voluto occupare tutte le posizioni istituzionali dalla Presidenza della Repubblica in giù. Non hanno voluto, perché accecati dalla voglia di comandare piuttosto che Governare, far si che la coalizione perdente si sentisse partecipe e collaborativa per la soluzione dei grandi e gravi problemi che angosciavano il Paese. Condizione collaborativa che chiunque, con un minimo di lucidità e saggezza, avrebbe considerato di fronte all’esiguità dei numeri. Berlusconi l’aveva suggerito, ricordiamocelo! Oggi non si può dare colpa alla legge elettorale, ancorché porcellona, della ingovernabilità del Paese perché la possibilità c’era, ma Prodi ed i suoi alleati non l’hanno voluta prendere in considerazione dimenticandosi che chi viene premiato col voto ha il dovere di governare per il bene di tutti i cittadini, anche di coloro che non hanno contribuito alla loro elezione. Di fatto, rimanendo nel tema delle porcate, queste le hanno fatte tra di loro facendosi la guerra in casa perché, una volta messo da parte Berlusconi, non hanno saputo convergere su strategie ed obiettivi condivisi, spartendosi tutto e di più ricattati all’interno della coalizione dai partiti minori; quei partiti che hanno avuto facilmente la possibilità di levare al loro Prodi quei tre – quattro voti che sono stati sufficienti a farlo cadere. L’Italia ha necessità interventi urgenti sia strutturali che istituzionali in quanto a riforme; gli italiani devono ritrovare il senso dello Stato, dell’appartenenza da una comunità in cui i valori siano certi e condivisi e il senso di servizio per coloro che assurgono a cariche elettive; occorre in sostanza Governare con onestà, trasparenza e stabilità. Confidiamo che il Presidente della Repubblica, dimenticandosi di essere espressione della arroganza di una parte, come dicevo prima, sappia essere esempio di lucidità e rispetto della Costituzione ponendosi al servizio degli Italiani”con queste parole Alberto Claut, Segretario Nazionale del Movimento Monarchico Italiano, ha commentato la crisi del Governo Prodi.(PRIMA).
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24ore
Roma, 21:27
GOVERNO: CASINI,PRODI RINUNCI A SENATO E VEDREMO CHE FARE
"Niente piazza, Berlusconi stia tranquillo in salotto, fermo, perche' probabilmente siamo vicini alla caduta del governo". Lo afferma Pier Ferdinando Casini a 'Otto e mezzo' commentando le ultime dichiarazioni dell'ex premier in caso che Romano Prodi decida di non dimettersi. Il leader centrista lancia poi, intervenendo sempre da Giuliano Ferrara, una proposta che - premette - per prima "va rivolta a Berlusconi". "Nel momento in cui - dice Casini - Prodi cade in Parlamento lo spazio per una operazione imperniata sulla nuova legge elettorale e' obiettivamente strettissimo. Rispetto il Capo dello Stato e immagino che provi a verificare poi la possibilita'" di evitare le urne, "personalmente pero' - osserva ancora Casini - io non ho la vocazione alla crocerossina... Ma se Prodi - sottolinea l'ex presidente della Camera - rinunciasse ad andare al Senato e prima si recasse al Capo dello Stato ponendo le carte sul tavolo si creerebbe una sitazione diversa". Casini, quindi, propone: "Evitiamo lo showdown e vediamo cosa puo' succedere prima. Sarebbe significativo se il Pd ponesse a Berlusconi questa questione, evitiamo questo braccio di ferro per consentire di fare la legge elettorale", conclude Casini.
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lol ;-) by Admin